Grazie!
di William Shakespeare
con RICCARDO MAGHERINI voce recitante
Nicola Lanni e Gabriele Palimento musicisti
La storia è molto semplice, è parte integrante delle reminiscenze scolastiche di un po’ tutti noi, è stata raccontata da molti e in molti modi. Eccola qui: Venere, involontariamente ferita da una freccia di Cupido, figlio prediletto, cade in amore per un ragazzo, Adone. Tenterà di sedurlo invano. Adone è cresciuto tra le Naiadi, è cacciatore e, nonostante le preghiere della dea, porterà a compimento il progetto di andare a caccia del cinghiale e in quel frangente sarà mortalmente ferito. E da quel sangue versato da così giovane vita sboccerà un fiore delicato che Venere terrà a battesimo.
La dea dolente, dunque, tornerà tra gli abitatori dell’Olimpo ma non prima di averci lasciato in eredità la sua maledizione, un terribile anatema che segnerà per sempre il doloroso destino degli amanti di tutte le epoche.
Tanti hanno raccontato questa storia, si diceva, ma pochi l’hanno fatto bene come Shakespeare.
Vale la pena di sapere che tra l’agosto del 1592 e il marzo del 1594 a Londra impera la peste. Si decide di tenere chiusi i teatri. Non c’è scampo, Shakespeare è destinato a rimanere disoccupato e con lui la maggior parte di attori, drammaturghi ed impresari. Poco male. Potrebbe sopravvivere senza troppi crucci all’avversa fortuna… Ma qualcosa di più sottile e impalpabile lo tormenta.
Non rimarrà inattivo. In questo concentrato e relativamente breve lasso di tempo produrrà la gran parte di quella che noi conosciamo come la sua opera poetica: due poemetti (Venus and Adonis e The rape of Lucrece), una buona parte dei sonetti (prevalentemente quelli così detti ‘matrimoniali’) e il breve poemetto sentimentale The lover’s complaint.
Improvviso furore poetico? Un forte bisogno di esprimere un io nascosto? Si è innamorato?
No, niente di tutto ciò. Affari. A Shakespeare occorre, necessariamente, una patente di Poeta, occorre dar mostra di talento, rispondere ai vari Ben Johnson… Non basta essere ricchi e scrivere drammi di successo, per sentirsi al sicuro in una società dagli umori così mutevoli. E dunque? Ecco nascere Venus and Adonis e Lucrece: due poemetti di stile ‘alto’, scritti ‘alla moda dei tempi’ , il cui soggetto è la natura del desiderio sessuale, raccolti in un bel ‘vestito’ per arrivare negli ambienti giusti e dare soddisfazione a quelle angosciose aspirazioni ‘colte’. Tutto questo è sufficiente a rendere i sopraccitati poemetti così avvincenti da volerli, forzatamente, portare là dove il Bardo non intendeva proprio che finissero, sul palcoscenico? Sì, se teniamo conto che una tale mostra di virtuosismo porta con sé tutta la potenza evocativa, la maturità, la capacità dialettica e (William non me ne voglia) tutta la teatralità del grande drammaturgo.
Dunque, noi, ultimi nella lista dei narratori, racconteremo di Venere e Adone come vuole Shakespeare, servendoci della poesia di Roberto Sanesi - meraviglioso tramite tra noi e il Bardo - che porta con sé, nella sonorità della nostra lingua, tutto l’umorismo e la vitalità del verso originale.
Racconteremo dell’amore, del dolore e della morte in uno spettacolo semplice con intensi momenti di poesia alternati a situazioni grottesche; uno spettacolo pieno di umorismo ed effettacci di magia da baraccone dal sapore d’altri tempi, con una forte presenza della musica, eseguita dal vivo. Uno spettacolo che si potrebbe definire ‘da camera’.
Tre persone in scena: due musicisti polistrumentisti e un affabulatore tuttofare che dà vita e voce a due pupifeticci, bellissimi e inquietanti al tempo stesso.
Perciò, in seno alla più nobile tradizione dei cantastorie di questa nostra terra, usando solo noi stessi,la nostra voce, la nostra musica, ci accingiamo a ricalcare un sentiero da Shakespeare precedentemente tracciato, come del resto egli fece a sua volta, appropriandosi di ciò che Publio Ovidio Nasone ebbe, illo tempore, a narrare.
Riccardo M. Magherini
MERCOLEDÌ 29 FEBBRAIO 2012 ore 20.30
ENTRATA LIBERA E GRATUITA
AUDITORIUM MONS. BARAGGIA- CINEMA E TEATRO
CAMPIONE D’ITALIA
giangabriele palimento